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Sicurezza Condominio: Chi Paga Cosa e Come Proteggersi
Parti comuni e private, telecamere, portone, assemblea: la guida completa aggiornata 2026
In Italia oltre il 70% delle abitazioni si trova in edifici plurifamiliari. Questo significa che la sicurezza della tua casa non dipende solo dalla porta blindata o dall'allarme che hai installato dentro casa: dipende anche dall'androne, dal portone, dalla cantina, dal garage e dalle scale, ovvero da parti dell'edificio che condividi con gli altri condomini.
Sapere chi paga cosa, quali maggioranze servono per deliberare un sistema di videosorveglianza, fin dove arriva la responsabilità del singolo e dove inizia quella del condominio è fondamentale per proteggersi davvero e per evitare contenziosi.
La differenza tra parti comuni e proprietà esclusiva, come si ripartiscono le spese di sicurezza, le regole sulle telecamere e la privacy, le maggioranze per deliberare in assemblea, le detrazioni fiscali e i punti deboli più trascurati dei condomini italiani.
📋 Indice della guida
- Parti comuni e proprietà esclusiva (art. 1117 CC)
- Chi paga cosa: la ripartizione delle spese
- Portone d'ingresso e citofono
- Telecamere nelle parti comuni e privacy
- Cantine, garage, soffitte: i vani più a rischio
- La tua porta blindata: cosa puoi cambiare
- Assemblea e maggioranze per la sicurezza
- Detrazioni fiscali per sicurezza condominiale
- Errori comuni e cose da non fare
- Domande frequenti
1. Parti comuni e proprietà esclusiva
Il punto di partenza per orientarsi in qualsiasi questione di sicurezza condominiale è l'art. 1117 del Codice Civile, che elenca le parti comuni dell'edificio. Tutto ciò che non è espressamente di proprietà di un singolo condomino è presunto comune.
🏢 Parti comuni
- Suolo e fondazioni
- Muri maestri e facciate
- Tetto e lastrico solare
- Scale, pianerottoli, androni
- Portone d'ingresso e citofono esterno
- Cortili e aree esterne comuni
- Ascensori, montascale
- Locali tecnici, centrali termiche
- Impianti idrici, elettrici e di illuminazione comuni
- Eventuali portinerie
🔑 Proprietà esclusiva
- L'appartamento (muri interni)
- La porta d'ingresso del singolo
- Le finestre dell'appartamento
- Balconi aggettanti (parte calpestabile)
- Cantina, garage, soffitta (quando assegnati)
- Impianti interni all'unità
- Eventuali posti auto in proprietà
2. Chi paga cosa: la ripartizione delle spese
La regola generale è semplice: le spese sulle parti comuni si ripartiscono tra tutti i condomini in base ai millesimi di proprietà (art. 1123 CC). Le spese sulle parti di proprietà esclusiva sono interamente a carico del singolo proprietario.
3. Portone d'ingresso e citofono
Il portone è il primo filtro di sicurezza dell'edificio, eppure in moltissimi condomini italiani è sottovalutato: serrature vecchie, riscontri elettrici aperti per ore, citofoni che chiunque può manomettere. Investire qui ha un rapporto costo/beneficio enorme.
- Serratura elettrica con riarmo automatico (non resta aperta dopo ogni passaggio)
- Cilindro europeo di sicurezza con protezione anti-bumping e anti-trapano
- Chiusura automatica entro 5-10 secondi con molla o pistone idraulico calibrato
- Citofonia con codici personali o badge invece di chiavi tradizionali (cambio facile in caso di smarrimento)
- Apertura tramite videocitofono per verificare chi entra
- Illuminazione esterna con sensori di movimento
Le innovazioni che riguardano il portone (sostituzione, motorizzazione, aggiunta di videocitofono per tutti) sono delibere assembleari ordinarie: bastano i quorum dell'art. 1136 II comma. Per cambi puramente manutentivi (riparazione serratura rotta) basta la delibera del solo amministratore se rientra nella manutenzione ordinaria.
4. Telecamere nelle parti comuni e privacy
La videosorveglianza condominiale è uno dei deterrenti più efficaci, ma è anche il tema su cui più spesso si sbaglia. La normativa applicabile è il Regolamento UE 2016/679 (GDPR), integrato dal D.Lgs. 196/2003 e dai provvedimenti del Garante per la Protezione dei Dati Personali.
Quando l'impianto è deliberato dall'assemblea e installato a beneficio della collettività condominiale. In questo caso si applica l'art. 1122-ter CC introdotto dalla riforma del condominio (L. 220/2012), con maggioranza ex art. 1136 II comma.
Le regole imposte dal Garante Privacy
- Cartelli informativi ben visibili all'ingresso dell'area videosorvegliata, con icona standard, titolare del trattamento e contatti
- Inquadrature limitate alle sole parti comuni: vietato riprendere strade, marciapiedi, ingressi di altre proprietà o finestre di appartamenti
- Conservazione massima 7 giorni, salvo motivate esigenze investigative (max 14)
- Designazione di un responsabile del trattamento dati (di solito l'amministratore o ditta specializzata)
- Registro dei trattamenti se l'impianto è oltre certe soglie
- Accesso ai filmati limitato a soggetti autorizzati, con tracciabilità degli accessi
- DPIA (valutazione d'impatto) consigliata per impianti complessi o multiposto
5. Cantine, garage, soffitte: i vani più a rischio
I dati delle forze dell'ordine sono inequivocabili: oltre il 30% dei furti negli edifici plurifamiliari avviene dai vani accessori. Cantine, soffitte e garage sono spesso protetti da porte fatiscenti, lucchetti di pochi euro e illuminazione carente. Tipicamente il ladro non punta direttamente al singolo box: scassina facilmente la porta tagliafuoco di accesso al piano cantine e poi ha tempo e tranquillità per lavorare su tutte le porte.
Cantine
Spesso porte in legno o lamiera sottile, lucchetti generici, scarsa illuminazione, nessun controllo accessi. Frequenti i furti di biciclette, attrezzi, vino, scorte alimentari di valore.
Garage e box auto
Serrande basculanti vulnerabili al "metodo della leva", telecomandi clonabili, porte secondarie di accesso pedonale a volte di scarsa qualità. Auto, bici elettriche, ricambi sono bersaglio frequente.
Soffitte
Tipicamente non sorvegliate, con accesso da pianerottoli secondari poco frequentati. Spesso usate per riporre oggetti di valore "perché nascosti": un errore.
- Sostituire la porta di accesso al piano cantine/soffitte con una porta tecnica almeno classe RC2-RC3 e cilindro europeo di sicurezza
- Installare sensori di movimento con luce nei corridoi cantine
- Aggiungere una telecamera all'ingresso del piano interrato (rispettando GDPR)
- Adottare un sistema badge o codice numerico al posto della chiave tradizionale
- Verificare la solidità delle serrande carraie e l'eventuale presenza di rinforzi anti-leva
6. La tua porta blindata: cosa puoi cambiare
La porta d'ingresso del tuo appartamento è di tua proprietà esclusiva: struttura, serratura, cilindro, defender, pannelli sono spese e decisioni tue. Puoi installare una porta di classe più alta, aggiungere un defender magnetico, sostituire il cilindro con uno European Standard senza chiedere il permesso al condominio.
Quale classe di porta scegliere in condominio
Per gli appartamenti in condominio la classe consigliata è la RC3 (resistenza ad attacchi con leva, scalpello, cacciavite, pinze): è il minimo richiesto dalla maggior parte delle compagnie assicurative per la copertura furto. La RC4 è raccomandata per piani bassi, attici facilmente raggiungibili dal tetto o per chi vive in zone ad alto rischio.
Approfondisci nelle nostre guide:
7. Assemblea e maggioranze per la sicurezza
Tutti gli interventi di sicurezza sulle parti comuni passano dall'assemblea condominiale. Conoscere le maggioranze giuste evita delibere annullabili e permette di non bloccare iniziative utili per la presunta "opposizione di pochi".
- Richiedere all'amministratore tre preventivi comparabili di ditte qualificate
- Includere nel verbale i dettagli tecnici (classe RC, GDPR, tempi conservazione filmati)
- Verificare l'eventuale polizza condominiale e i requisiti che impone
- Inviare la convocazione almeno 5 giorni prima con OdG dettagliato
- Indicare chiaramente la maggioranza richiesta e la ripartizione spese prevista
8. Detrazioni fiscali per sicurezza condominiale
Anche le spese di sicurezza sostenute dal condominio danno diritto al Bonus Sicurezza (detrazione IRPEF del 50% nei limiti previsti dalla normativa vigente). La detrazione viene ripartita pro-quota in base ai millesimi e indicata nella certificazione fiscale rilasciata dall'amministratore a fine anno.
- Sostituzione del portone d'ingresso con uno di sicurezza
- Installazione di impianti di videosorveglianza per parti comuni
- Apposizione di grate, inferriate, persiane blindate (se a beneficio comune)
- Installazione di sistemi di allarme
- Sostituzione di porte tecniche dei vani cantine/soffitte con porte di sicurezza
- Casseforti murate in aree comuni
- Impianti di rilevazione effrazione o di chiamata d'emergenza
- Delibera assembleare di approvazione lavori
- Fatture intestate al condominio
- Bonifico parlante (con causale, codice fiscale beneficiario e CF condominio)
- Certificazione dell'amministratore con quota a tuo carico
- Tabella millesimale di ripartizione
Per la guida completa con aliquote, massimali e novità 2026, leggi il nostro approfondimento sulle detrazioni fiscali e bonus sicurezza 2026.
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❌ Errori comuni e cose da non fare
«Lascio il portone aperto: tanto c'è il videocitofono»
Il videocitofono è un filtro, non una barriera. Un portone aperto annulla l'intero investimento di sicurezza dell'edificio: chiunque entra, sale e cerca occasioni.
«Installiamo telecamere subito, le regole le vediamo dopo»
Sanzioni privacy salate e contenziosi con i condomini contrari. Il GDPR si applica dal primo minuto di funzionamento: cartelli, registri e conservazione vanno definiti prima.
«La cantina è al sicuro, nessuno scenderà mai»
Statisticamente i furti in cantina sono in aumento, soprattutto per biciclette elettriche e attrezzi. Una porta tecnica RC2-RC3 con cilindro europeo costa poche centinaia di euro e protegge tutto il piano.
«Cambio la mia porta blindata: scrivo all'amministratore e basta»
Per la struttura non serve permesso, è tua. Verifica il regolamento solo per il pannello esterno se il decoro è vincolato. Avvisare l'amministratore è sempre una cortesia, non un obbligo.
«Tanto il furto in condominio è un problema individuale»
Sbagliato. Una porta scassinata fa salire i premi assicurativi di tutto il fabbricato. Un condominio è sicuro solo se i punti deboli vengono sanati collettivamente.
«Approviamo a maggioranza semplice in prima convocazione»
In prima convocazione servono quorum più alti (maggioranza intervenuti + 500 millesimi su totale dell'edificio). Spesso si rimanda in seconda convocazione per delibere valide con meno quorum.
📌 In sintesi
- Parti comuni (portone, scale, atrio, telecamere, vani cantine): spese ripartite per millesimi, decisioni in assemblea
- Parti private (porta blindata, allarme interno, inferriate): scelte e spese del singolo proprietario
- Videosorveglianza: maggioranza degli intervenuti + 500 millesimi (art. 1136 II), conformità GDPR obbligatoria
- Telecamere private: consentite se inquadrano solo la propria porta o area di pertinenza
- Cantine e garage: i veri anelli deboli; investire qui ha ottimo rapporto costo/beneficio
- Bonus Sicurezza 50% applicabile anche alle spese condominiali, certificazione amministratore
La sicurezza in condominio è un equilibrio tra responsabilità individuali e collettive. La porta blindata più sofisticata serve a poco se il portone resta aperto e la cantina è chiusa con un lucchetto da 5 euro.
❓ Domande frequenti
Chi paga la sicurezza in condominio: il singolo o tutti?
Dipende dalla parte interessata. Le spese di sicurezza per parti comuni (portone, citofono, telecamere atrio, illuminazione vani) sono ripartite tra tutti i condomini in base ai millesimi (art. 1123 CC). Le spese per parti di proprietà esclusiva (porta blindata dell'appartamento, serratura, allarme interno) sono a carico del singolo proprietario.
Si possono installare telecamere nelle parti comuni senza il consenso di tutti?
Sì. La delibera di installazione richiede la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore dell'edificio (art. 1136 II comma CC, come richiamato dall'art. 1122-ter). Non serve l'unanimità. Vanno però rispettati GDPR e provvedimenti del Garante Privacy: cartelli informativi, inquadrature limitate alle parti comuni, conservazione max 7 giorni.
Posso cambiare la mia porta blindata senza chiedere il permesso al condominio?
Sì per la parte interna e la struttura, perché la porta di accesso all'appartamento è di proprietà esclusiva. Devi però rispettare il decoro architettonico se il pannello esterno è visibile dal pianerottolo comune: in alcuni regolamenti il colore o la finitura sono vincolati. In caso di dubbio, conviene informare l'amministratore.
Quale maggioranza serve in assemblea per installare un sistema di videosorveglianza?
Maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno 500 millesimi (art. 1136 II comma CC). Stessa maggioranza per cambiare il portone d'ingresso o installare nuove serrature alle parti comuni. Per innovazioni più gravose (es. impianto di allarme centralizzato che modifica strutture) può servire la maggioranza più alta dei 2/3 (art. 1120 CC).
Le spese di sicurezza condominiale danno diritto a detrazioni fiscali?
Sì. Il Bonus Sicurezza (detrazione 50% IRPEF su lavori per la prevenzione del rischio di atti illeciti) si applica anche agli interventi su parti comuni: porte blindate, cancelli, telecamere, casseforti murate, allarmi. La quota detraibile per ogni condomino è calcolata in base ai millesimi e va indicata nella certificazione rilasciata dall'amministratore.
Le cantine e i garage condominiali sono coperti dall'assicurazione globale fabbricati?
La polizza globale fabbricati copre solitamente i danni materiali alle strutture (porte cantine sfondate, serrande danneggiate), ma non il contenuto delle singole cantine, che resta a carico del proprietario tramite la sua polizza casa. Verifica sempre il testo della polizza condominiale per massimali, franchigie e clausole sui beni custoditi.
Autore
Mauro Mazzaglia
Fondatore di GuidaPorteBlindate.it ed esperto di sicurezza residenziale. Più di 15 anni di esperienza nel settore delle porte blindate, cura il canale YouTube @Maestro-blindati.
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